Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)

Nella prima parte della conversazione del nostro Amos Bicego con Nicola Penta, che potete leggere qui, sono stati affrontati diversi punti caldi della vicenda Calciopoli, dalle origini dell’inchiesta al caso GEA, dalle telefonate scartate alla condanna dell’arbitro De Santis. In questa seconda parte ci attendono altri temi fondamentali, e rivelazioni e notizie interessanti.   

Arriviamo al tema delle schede svizzere che, secondo l’accusa e secondo i giudici, sono state date in uso agli arbitri da parte dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Le schede svizzere non è reato acquistarle o utilizzarle. È stato fondamentale il documento di De Cillis (su cui vedi qui) per l’accusa di associazione poiché in quel modo si poteva dimostrare che Moggi aveva consegnato e distribuito delle sim estere agli arbitri. L’elenco di De Cillis è un documento che vale zero perché non è possibile contestarlo e ci puoi scrivere quello che vuoi. Era un documento cartaceo con nove schede telefoniche col timbro del negozio che attestava l’acquisto delle sim di Bertolini, collaboratore di Moggi. La consegna delle schede è stato un passaggio decisivo per la Casoria e per tutto l’impianto accusatorio. Ciò che ha fatto De Cillis con l’intestazione fittizia di schede è una violazione delle normative antiterrorismo (vigenti dal 2001, costituenti reato) poiché le schede telefoniche vanno intestate all’utilizzatore con tutte le procedure di regolamentazione, ma questa è una storia che nessuno ha mai sottolineato. Se avesse parlato di vendite di schede con numeri alti, rischiava conseguenze da parte degli organi di controllo. Più che il foglio di De Cillis a noi serviva la rogatoria. La rogatoria era fondamentale per acquisire documenti importanti. Avevamo bisogno di quello… non di foglietti di carta. Con quello avremmo avuto dati certi e che potevamo verificare. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)”

Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (15). La grigliata delle beffe

Luciano Moggi
Luciano Moggi

Come ormai è noto a tutti quelli che hanno approfondito la storia di Calciopoli, nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2005 il designatore Paolo Bergamo telefona, dal numero fisso della sua casa di Collesalvetti in provincia di Livorno, al numero di una sim svizzera; risponde Luciano Moggi, e i due si intrattengono in una lunga telefonata, che comprende anche uno scambio di battute sulla composizione delle griglie per il sorteggio degli arbitri per la successiva giornata di campionato; si tratta della conversazione passata alla storia come “grigliata” (per il testo della conversazione, con i commenti  relativi, si veda la settima puntata di questa serie, a questo link). Continua a leggere “Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (15). La grigliata delle beffe”