Il capo g: Fiorentina – Bologna e tutte le incongruenze

Il capo g è uno dei pochi capi d’imputazione di Calciopoli sopravvissuti quasi senza “perdite” ai vari gradi di giudizio, Cassazione compresa. A parte lo stralcio della posizione di Bergamo, infatti, è stata riconosciuta la responsabilità sia di Pairetto e Moggi (prescritti) che di De Santis, condannato a causa della sua rinuncia alla prescrizione.

Una rassegna completa del materiale probatorio relativo a questo capo d’imputazione l’abbiamo presentata qui. Visto però che abbiamo avuto modo di riflettere ulteriormente su alcune telefonate, e ci sentiamo in grado di proporre alcune interpretazioni alternative, è tempo di tornarci su.

Il capo d’imputazione a carico di Luciano Moggi, dell’arbitro di Fiorentina – Bologna Massimo De Santis, e dei due designatori Bergamo e Pairetto si concentra su due punti: l’alterazione del sorteggio arbitrale, e poi la dolosa ammonizione di tre calciatori del Bologna (Petruzzi, Nastase e Gamberini), due dei quali erano diffidati e dunque avrebbero saltato il successivo match del Bologna contro la Juventus. Gli atti fraudolenti, dunque, erano principalmente finalizzati a influire sulla successiva Bologna – Juventus; ma secondo l’accusa le tre ammonizioni dolose condizionarono comunque a danno del Bologna anche la gara contro la Fiorentina.

Una prima curiosità emerge già andando a consultare il tabellino di quel match. De Santis, infatti, ammonì quattro giocatori del Bologna: Nastase, Petruzzi, Gamberini e Meghni. Come mai tre ammonizioni sono considerate dolose e invece quella di Meghni no? Perché non era diffidato, forse. Ma nemmeno Gamberini era diffidato; perché allora la sua ammonizione è considerata dolosa? In verità, portando all’estremo il ragionamento accusatorio, un arbitro sleale avrebbe potuto ammonire dolosamente anche un giocatore non diffidato, in modo da avere l’occasione potenziale di tirare fuori nei suoi confronti un secondo giallo alla prima occasione utile, e dunque squalificarlo tramite l’espulsione. Sarebbe stato coerente, dunque, per la procura, considerare dolose tutte e quattro le ammonizioni comminate da De Santis al Bologna in quel pomeriggio.

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Massimo De Santis

L’incoerenza del capo d’imputazione è invece da attribuire a un errore commesso dal giornalista Tony Damascelli (che viene incredibilmente confuso con il moviolista Baldas sia nella sentenza d’appello che in quella di Cassazione) in una delle telefonate che stanno alla base dell’impianto accusatorio. Si tratta del prog. 5738 dello stesso 5 dicembre, tra Damascelli e Moggi, poco dopo la partita:

D: Aoh, comunque De Santis ha fatto il delitto perfetto, eh?
M: Che ha fatto?
D: Eh, abbiamo i tre gio… i tre difensori del Bologna fuori, squalificati tutti e tre…
M: Ma perché, chi avevano loro diffidato?
D: Tutti e tre, e… come si chiama? Petruzzi, Nastase e Gamberini.
M: Uhm.
D: Non male, no?
M: E va beh, aoh, meno male, che ti devo dire?  

Damascelli, per sbaglio, pensa che anche Gamberini fosse diffidato, e che quindi anche lui sarebbe stato squalificato per lo scontro con la Juventus. Questa telefonata ha assunto un peso talmente spropositato nell’ambito dell’inchiesta che quest’errore, tre diffidati invece di due, ha fatto fatica ad essere rimosso dalle carte processuali, e ne è rimasta traccia nella stessa formulazione del capo d’imputazione.

Dico peso spropositato perché questa è la classica telefonata tanto potente mediaticamente quanto insignificante a livello squisitamente probatorio. Il fatto che il giornalista Damascelli pensi che De Santis abbia fatto un “delitto perfetto” con quelle ammonizioni in che modo può dimostrare che realmente De Santis ammonì dolosamente quei tre giocatori? È un’opinione personale che ha lo stesso valore delle migliaia di opinioni personali espresse dai commentatori calcistici tutte le domeniche. Se Damascelli avesse detto questa frase al Processo di Biscardi, non l’avrebbe notato nessuno. Invece l’ha detta in una telefonata intercettata, e come ho detto altre volte, nella storia di Calciopoli le cose dette al telefono sembrano assumere uno speciale status di verità assoluta. Una cosa del tutto assurda, e non mi sembra nemmeno il caso di perder tempo a commentare. La cosa più interessante della chiamata, casomai, è la reazione di Moggi: talmente interessato a condizionare la partita Fiorentina – Bologna che non ha seguito nemmeno il suo andamento, e deve apprendere dalla telefonata di un giornalista cosa è successo. A meno che non stia recitando, sembra non sapere nemmeno quali fossero i diffidati del Bologna.

Le sentenze, a parte questa di Damascelli, citano soltanto altre due telefonate relative a questo capo d’imputazione. Si tratta di due conversazioni del 3 dicembre, in cui si commenta il sorteggio arbitrale per questa giornata, appena avvenuto. La prima è una telefonata ascoltata di rimbalzo (sul tema si veda qui), di cui sentiamo solo le parole di Moggi e non quelle dell’interlocutore, e che avviene verosimilmente tra Moggi e l’arbitro Salvatore Racalbuto, che era stato sorteggiato per Reggina – Brescia. Ne abbiamo già parlato dettagliatamente, evidenziando come, anche ammesso che in questa telefonata sia stato trasmesso da Moggi un messaggio delinquenziale relativo a Fiorentina – Bologna, non si capisce proprio, poi, come questo messaggio possa essere transitato da Racalbuto a De Santis. Ripropongo però la trascrizione delle parole di Moggi, per evidenziare un altro elemento:

“Oh, la peggiore che ti poteva toccà… però tu fai la partita tua regolare, eh… no, senza regalà niente a nessuno, con… con tranquillità perché qua a me mi serve per la… eh?… ok!… DONDARINI (arbitro di Juventus – Lazio, ndr)… eh, ma a me quello che mi serve è… è FIORENTINA – BOLOGNA… in modo particolare… apposta!… il minimo… eh… quello, quello mi serve in particolare e poi… ehm… mi serve… ehm… il MILAN, di avanzare… ehm… nelle, nelle ammonizioni per fare le diffide, insomma!… vabbè ora comunque tanto ne parliamo stasera poi!… oh, sentiamoci stasera, verso le nove, nove e mezza… ok!”.

Ok, Moggi menziona Fiorentina – Bologna, successivamente dice altre cose, e poi la frase spezzettata ma chiara “avanzare nelle ammonizioni per fare le diffide”. È il messaggio che indica la volontà di alterare Fiorentina – Bologna? In realtà “avanzare nelle ammonizioni per fare le diffide” vuol dire “caricare” i giocatori di ammonizioni in modo che arrivino nelle settimane successive ad essere diffidati e dunque squalificabili; che è cosa ben diversa da “ammonire i diffidati in modo da farli squalificare”.

ELEZIONI:LUCIANO MOGGI SARA' CANDIDATO ALLA CAMERA
Luciano Moggi

Oltretutto la squadra menzionata subito prima di questa frase non è il Bologna, ma il Milan. Dunque, per quanto è possibile ricostruire il contenuto di una telefonata di cui si sentono le parole di uno solo dei due interlocutori, credo che Moggi non stia parlando affatto di Fiorentina – Bologna, ma della possibilità che il Milan, impegnato nell’anticipo di sabato 4 dicembre a Parma, potesse ricevere delle ammonizioni in grado di mandare alcuni giocatori in diffida; giocatori diffidati che potevano quindi essere ammoniti ulteriormente nella giornata successiva, la quindicesima, che vedeva il Milan impegnato contro la Fiorentina, e in questo modo squalificati per la sedicesima giornata, quella del big match Juventus – Milan. In questo modo abbiamo interpretato la telefonata in maniera filologicamente più precisa, e anche più logica, perché è decisamente più probabile che Moggi si preoccupasse di possibili squalificati del Milan, piuttosto che di possibili squalificati del Bologna.

Che Moggi parli di queste cose al telefono con un arbitro, bisogna ammetterlo, è decisamente sgradevole; sarebbe stato gravissimo se queste parole fossero state indirizzate non a Racalbuto, ma all’arbitro di Parma – Milan, ossia Pieri. Però Moggi dice quelle cose a Racalbuto, e non abbiamo nessun elemento per poter affermare che questi abbia trasmesso in seguito il messaggio a Pieri. Moggi in quei giorni ha contatti telefonici anche con la sim svizzera con finale 958, attribuita proprio a Pieri; ma non ci sono intercettazioni di rimbalzo, e non abbiamo alcun elemento per potere appurare cosa si siano detti. Ad ogni modo, Pieri non tira fuori il cartellino giallo nemmeno una volta contro giocatori del Milan, quel sabato. La frase di Moggi a Racalbuto, dunque, sembra rimanere al livello di una speranza irrealizzata; e in ogni caso andrebbe eliminata dal novero delle telefonate relative al capo d’imputazione Fiorentina – Bologna; tanto più che De Santis, almeno in questa fase, non fa parte del giro delle telefonate “svizzere”.

Rimane la terza telefonata citata nelle sentenze. Anche sull’interpretazione di questa telefonata ci siamo soffermati più volte su questo blog; finalmente, ci sembra di essere arrivati a formulare un’interpretazione plausibile, che illustriamo qui di seguito.

Parlando di Massimo De Santis e del gruppo di personaggi dell’ambiente arbitrale a lui vicino, osservavo come tra questi ultimi vi fosse anche il segretario CAN Manfredi Martino (vedi qui). E proprio una telefonata tra Martino e De Santis è quella che qui ci interessa (prog. 2254, 3 dicembre 2004).

D: Pronto
M: Oh, allora?
D: Hai dormito?
M: Ma che ho dormito? Sono stato in motorino quando mi hai chiamato, adesso (voci sovrapposte)
D: Ah, sei stato in motorino?
M: Tutto a posto?
D: Sì, tutto bene, va
M: Che si dice?
D: Niente, tutto tranquillo
M: È tutto tranquillo, proprio, eh?
D: Sì, non ho sentito nessuno
M: Eh, non ci hai parlato con loro?
D: Sì
M: Ah
D: Sì, dice bene, perfetto
M: No, no, questo…
D: Tutto a posto
M: No, questo… intendo… del.. del fatto tuo della settimana prossima
D: Ah, sì; ah, no, no, quello… ah no, con Gigi e Paolo ancora no
M: Ancora no? No, io intendevo questo…
D: Ma a che ora sono andati via loro?
M: Eh, Paolo prendeva il treno alle sei, ma l’ho accompagnato alle quattro a – inc. –
D: Ah, allora, adesso, tra un po’ lo chiamo, tanto sta sul treno
M: Uhm
D: Sì; e se no lo chiamo domani (rivolto ad altri: Anna, sto al telefono, un attimo); e se no lo chiamo domani dopo pranzo, che è meglio; domani lui sta tranquillo, adesso sta agitato…
M: Certo
D: Tutto quanto
M: Certo
D: Gli metto tutto quanto le cose… o se no, addirittura domenica sera dopo la partita, che forse è ancora meglio
M: Uhm, no, chiamalo domani pomeriggio
D: Domani, sì, così mi ci metto…
M: Che poi domenica magari non ti risponde per il fatto che, magari, c’è qualche partita che non va bene… chiamalo domani
D: Ah, e sì, adesso, domani lo chiamo, tanto, domani pomeriggio, dopo… verso le tre, dopo ora di pranzo
M: Eh, va benissimo
D: Insomma; ho detto a quello, gli ho detto, oh, lo sai chi ho di assistente?
M: Mamma mia, si è incazzato?
D: Ah, bene!
M: (ride)
D: Ah, andiamo bene, ha detto
M: (ride)
D: Mannaggia la miseria! Eh!
M: Basta che non se la prende con me!
D: Hai capito? Comunque, tutto sommato, come partita mi è capitata la migliore, hai visto perché?
M: Ammazza, uno spettacolo, oh!
D: No, ma poi hai capito pure perché? Perché, perché… in pratica…
M: Zitto, zitto.
D: Non mi possono… domenica posso fare tutto (ride)
M: Ecco!
D: Perché ho la doppia… – inc. – (ride) uhm, non possono dire no, perché poi domenica prossima… eh, capito?
M: Infatti
D: Con la prima fascia… invece – inc. – fatta pensavo di averne beccata solo una che faceva da incrocio, invece tutte e due incrociano (ride)
M: Che spettacolo, eh!
D: Che roba, vedi quando è… mannaggia la miseria!
M: Ma, oh, ma va bene, ma che scherzi?!

Abbiamo già chiarito che “tutte e due incrociano” vuol dire che Fiorentina e Bologna, le due squadre che durante quella stessa mattina De Santis aveva “beccato” al sorteggio, avrebbero giocato nella giornata successiva rispettivamente contro Milan e Juventus. Rimaneva però il dubbio su tutto il resto, e pur avendo fatto l’ipotesi che De Santis pensasse alla possibilità di ammonire diffidati della Fiorentina e del Bologna, per favorire la Juventus e il Milan, mi dicevo poco convinto della cosa, e facevo riferimento in termini generici alla possibile aspirazione di De Santis alla direzione di Juventus – Milan, il big match in programma dopo due settimane.

Avevo dimenticato una cosa, e me l’ha ricordata il collega Felix: in quella stagione tra gli arbitri vigeva una preclusione per cui non si poteva arbitrare due volte di seguito la stessa squadra. Il fatto che Fiorentina e Bologna “incrociano tutte e due” vuol dire che De Santis sarebbe stato precluso, nella giornata successiva, sia per Bologna – Juventus che per Milan – Fiorentina. Senza questa “provvidenziale” preclusione il fischietto romano avrebbe avuto buone possibilità di beccare una di queste due partite, ritrovandosi poi fatalmente precluso per il big match Juve – Milan. Per questo Fiorentina – Bologna è “la migliore che potesse capitare”. La partita migliore per lanciare una candidatura in vista della partitissima; una candidatura che a questo punto non poteva più essere mandata all’aria da sorteggi sfortunati. Quindi “domenica posso fare tutto” non significa “in Fiorentina – Bologna posso fare tutto quello che mi hanno detto, ossia dimezzare il Bologna” ma “domenica prossima (la giornata successiva a quella di Fiorentina – Bologna) posso arbitrare tranquillamente qualsiasi partita, perché tanto non rischio di essere precluso per Juve – Milan”. Che il pensiero di De Santis sia già proiettato sulle prossime partite lo confermano altre battute della telefonata che abbiamo riportato integralmente. L’arbitro romano, infatti, dice al suo interlocutore che deve chiedere qualcosa a Bergamo e Pairetto in relazione alla settimana successiva; qualcosa di importante, visto che bisogna valutare per bene il momento più opportuno per formulare la richiesta; e infine De Santis aggiunge: “non mi possono dire di no”. Quello che voleva chiedere, forse, era di avere degli inserimenti in griglia compatibili con il suo inserimento in prima fascia per la giornata di Juve – Milan; forse, di avere un turno di riposo per la settimana successiva, sempre per non pregiudicare in alcun modo le chance di inserimento in prima fascia due settimane dopo.

Indubbiamente i due interlocutori sono molto prudenti, al telefono, e questo potrebbe insospettire. E però, Martino è figlio di un generale che aveva lavorato alla Procura federale, e quindi doveva sapere bene quanto fosse utile la prudenza al telefono; lo stesso Martino, lo abbiamo visto in passato, doveva fare in modo che si sapesse il meno possibile in giro della sua amicizia con gli arbitri del gruppo romano; in più, il gruppo di De Santis era chiacchierato proprio per la tendenza a manovrare e sfruttare l’influenza nel mondo arbitrale in modo da scegliersi le partite da arbitrare; ed era chiacchierato ormai pubblicamente dall’estate delle dichiarazioni di Dal Cin (per tutto questo si veda ancora qui). Insomma, la prudenza è comprensibile anche per una telefonata in cui si parla di futuri arbitraggi, e non di potenziali ammonizioni dolose.

Anche in questo caso, mi sembra che l’interpretazione qui fornita di questa telefonata sia più logica e filologicamente corretta rispetto a quella, vagamente colpevolista, fornita nelle sentenze. Certo, si potrebbe obiettare che De Santis non sarà, alla fine, inserito dai designatori nella griglia per Juventus – Milan, malgrado fosse potenzialmente disponibile. Ma c’è una spiegazione. È probabile, infatti, che ad essere decisivo per l’esclusione di De Santis dalla prima fascia fu il veto del Milan. Abbiamo infatti una telefonata del 9 dicembre tra Bergamo e l’addetto agli arbitri milanista Meani, in cui si “concorda” la griglia per il big match (audio completo qui):

B: Leo?
M: Allora ho parlato. Vanno bene quei tre lì.
B: Quindi Collina, Paparesta e Bertini.
M: E Bertini, vanno bene quei tre lì. Anche lui, anche lui dice no De Santis, è dell’idea che De Santis innervosisce la squadra. Come dici tu: De Santis va bene per tutte le partite, ma questa qui…

meani-calciolineLa griglia sarà effettivamente composta da Collina, Paparesta e Bertini (più Rosetti che in quanto torinese è precluso in ogni caso). Senza entrare nel merito di questa conversazione, sembra evidente che De Santis stesse quantomeno in una “pre-griglia” per Juve – Milan, ma poi sia Meani che il misterioso “lui” di cui Meani riferisce il parere dicono che De Santis, proprio per questa partita, è meglio di no.

Insomma, è probabile che De Santis e Martino, nella chiamata del 3 dicembre qui discussa, stessero parlando degli incroci dei prossimi arbitraggi, e delle mosse da effettuare per potere arrivare all’ambito arbitraggio del big match e difficilmente, in quel momento, avevano in mente ammonizioni e diffide.

Riguardo allo scambio di battute “incriminato” tra Martino e De Santis c’è un’altra cosa curiosa da notare: erano stati già i carabinieri, infatti, a trovare la conversazione del tutto insignificante. Nell’informativa di aprile 2005 si parla di questa telefonata, ma per altre cose che vi vengono dette; e quando il testo integrale viene trascritto, la parte sugli incroci viene omessa, e sintetizzata semplicemente con “Manfredi e Massimo parlano del prossimo arbitraggio a lui favorevole”. Quando Martino viene sentito come testimone al processo, del resto, nessuno gli chiede conto di questo scambio di battute con De Santis. E nemmeno i pm Narducci e Capuano, nelle loro requisitorie, citano mai questa telefonata. Insomma, è la Casoria che va a ripescare questo scambio di battute che era stato totalmente ignorato nel corso dell’inchiesta prima e del processo poi, rendendosi conto forse dell’estrema fragilità complessiva dell’impianto probatorio, e provando a rimpolparlo almeno con qualcosa di ambiguo e potenzialmente suggestivo in senso colpevolista.

Per quanto riguarda il presunto comportamento doloso di De Santis abbiamo soltanto un’altra telefonata, di molti mesi dopo, tra Bergamo e Meani. Anche questa è stata analizzata nel dettaglio in questo pezzo, e non resta che ribadire che si tratta soltanto dell’opinione di una terza persona, peraltro interessata in quanto legata al Milan, avversario della Juve nella corsa scudetto. Insomma, nulla che possa essere utile a provare seriamente il dolo di De Santis, nell’ambito di un quadro complessivo così desolantemente povero di elementi certi.

Abbiamo detto all’inizio che il capo d’imputazione faceva riferimento anche all’alterazione della designazione arbitrale, per cui è stata riconosciuta la responsabilità di Pairetto oltre che di Moggi (è noto lo stralcio della posizione di Bergamo). Alla base di tutto c’è l’incontro “conviviale” del 2 dicembre a Torino, presenti i due designatori, Moggi e Giraudo. Sul modo in cui la Cassazione sia entrata in contraddizione con sé stessa nella valutazione di questo incontro, rilevante per la valutazione sul capo f e per quella sul capo g, ci siamo già soffermati qui. Mi interessa soltanto evidenziare un ultimo punto. Si dice che la sera del 2 dicembre sarebbe stata concordata la griglia per il sorteggio. Ma essendo questo fissato per il 3 mattina, quella sera era decisamente troppo tardi per intervenire. Quando si decidono le griglie? Non certo all’ultimo momento. Abbiamo già citato in questo articolo una telefonata in cui Meani e Bergamo concordano la griglia per Juventus – Milan: questa telefonata è del 9 dicembre, mentre il sorteggio si svolge il 17 dicembre, ossia 8 giorni dopo. La famosa “grigliata” tra Moggi e Bergamo è della notte tra 8 e 9 febbraio 2005, mentre il sorteggio si svolge l’11 febbraio. Come è inevitabile, in caso di match particolarmente delicati le griglie venivano progettate e discusse con largo anticipo; ma anche negli altri casi, le cose erano sostanzialmente definite un paio di giorni prima del sorteggio. E mi sembra anche plausibile che gli arbitri sapessero, prima del sorteggio, in quale fascia sarebbero stati collocati. Insomma, che venissero discusse la sera del 2 dicembre le griglie per il sorteggio del 3 mattina appare del tutto inverosimile. Al massimo i designatori avranno potuto informare i dirigenti juventini delle loro scelte.

Se si passa dall’analisi approssimativa e zeppa di fraintendimenti condotta dalle sentenze a un’analisi rigorosa e stringente, gli elementi di prova utilizzati per individuare le responsabilità sul capo g appaiono insomma decisamente insignificanti e di scarso rilievo. Aggiungiamoci che in questa fase Massimo De Santis non è possessore di alcuna scheda svizzera, e non resta che riconoscere come sia davvero incredibile che ben tre collegi giudicanti abbiano sancito la colpevolezza degli imputati riguardo a Fiorentina – Bologna. Ma anche quando le sentenze sono definitive, la ricerca della verità non può arrestarsi, né può acquietarsi la volontà di capire e appurare come siano andate realmente le cose.

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46 pensieri riguardo “Il capo g: Fiorentina – Bologna e tutte le incongruenze

  1. Per quanto riguarda il capo Fiorentina Bologna siamo più che mai d’accordo, per quel che mi riguarda ci hano preso molto di più i giudici sportivi configurando la mera violazione solo dell’art. 1 CGS e non la violazione dell’art. 6 CGS e quindi la “Frode sportiva” data la sostanziale equivalenza fra le due norme, rispetto ai giudici penali. Restano alcune osservazioni di fondo, premettendo che quando Meani parla di “lui” è ovvio che si riferisca a Galliani ma a prescindere, trovami una sola intercettazione fra Facchetti ed un arbitro in cui Facchetti esprime i suoi desiderata sulle ammonizioni al Milan o alla Juve, trovami una sola intercettazione in cui Fcchetti esprime il suo dissenso per un arbitro e questi non viene introdotto in griglia e poi io ti dirò:”si, Facchetti e Moggi facevano le stesse cose e le intercettazioni di Facchetti sono state volutamente messe da parte per volontà della magistratura interista”.

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  2. @Rug Ma questi discorsi (magistratura interista) non farli con noi. Non siamo a questi bassi livelli e come vedi proponiamo articoli in cui si cerca di analizzare sospetti, indizi, prove e sentenze in modo logico e coerente… e sopratutto si cerca di capire come sono andati i fatti. La telefonata di Moggi con Racalbuto è sgradevole, brutta, sicuramente da condannare eticamente, ma come sostieni anche tu, se il messaggio non transita poi da Racalbuto all’arbitro di Fiorentina – Bologna o di Parma – Milan sono parole al vento o meglio costituiscono “atto inidoneo”. Io sono dell’idea che qualcosina di vero dietro queste parole ci fosse, è una mia mezza convinzione che si basa su ragionamenti logici in relazione alle due ambientali Moggi – Racalbuto ma, obiettivamente, non può che restare una mia opinione… mi sembra stupido che Moggi dica “mi serve questo, mi serve quello” ma nessuno può mai fare niente. Come dice @franctosc nell’articolo i contatti svizzeri in quei giorni ci sono anche con Pieri e magari Moggi gli ha detto “ammonisci più rossoneri che puoi”… forse sì, forse no, non conosciamo il contenuto ma sta di fatto che Pieri non ammonisce nessuno del Milan (e questo non capita spesso). Probabilmente se ne avesse ammonito anche solo uno sarebbe stato spacciato per una eventuale ipotesi di frode Parma – Milan (anche se il provvedimento disciplinare fosse stato giusto… abbiamo visto che questo stranamente non ha alcuna importanza).

    Nel merito dell’articolo, a me sembra nettamente più convincente una spiegazione di questo tipo rispetto a quella proposta nelle sentenze. Non prendiamo le sentenze, seppur definitive, come oro colato. Ricordiamoci che il caso Dattilo è rimasto in vita per 8 anni ed è caduto solo in Cassazione (per fortuna). Ricordiamoci che quando i giudici motivano le condanne prescritte di Moggi e Racalbuto in relazione a Roma – Juve non vengono mai citate e spiegate le telefonate a discolpa di Racalbuto che addirittura chiama De Santis nell’intervallo… i giudici possono sbagliare, le loro sentenze si possono criticare, ovviamente usando la testa e non la pancia.

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  3. Per carità, tutto vero ma vedi, voi mi avete chiesto di analizzare la Relazione Palazzi in più circostanze ed io non l’ho fatto per anni perché per quel che mi riguarda i morti non si processano ma io sono un giurista e non uno storico. Per lo storico questo limite “etico” non potrebbe mai sussistere, verrebbe meno il suo stesso lavoro. Poi ho deciso di farlo a 360 gradi e questi sono i risultati. Per il resto siamo d’accordo, ne abbiamo parlato più volte, c’è solo violazione dell’art. 1 cgs nel contatto Moggi Racalbuto e tutto il resto ce lo siamo detti 100.000 volte, compreso che non sapendo cosa si siano detti non si può condannare. Domandati cosa sarebbe successo se i giudici avessero processato Moggi usando lo stesso metro di giudizio con cui pagine come Ju29ro si sono permessi di giudicare Facchetti.
    Per favore chiaramoci una volte per tutte, dando per certa (ma di certo non c’è niente a parte la morte) la partecipazione al sodalizio delinquenziale capeggiato da Moggi di Racalbuto e De Santis, è assolutamente non certa anzi, ci sono diversi elementi contrari, la consapevolezza da parte di Racalbuto e De Santi di essere correi nel medesimo sodalizio criminoso.

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  4. Ringrazio Amos e Rug per l’apprezzamento.
    @Rug scusami una cosa ma dove starebbe qui la violazione dell’art. 1 CGS?
    Per quanto riguarda il discorso Facchetti, non ho mai detto che Facchetti facesse le stesse cose che faceva Moggi – anche se credo che una consultazione designatori – società sulle griglie in caso di big match fosse abbastanza una prassi – ma comunque non è che siccome non faceva esattamente le stesse cose che faceva Moggi allora le sue telefonate potevano essere tranquillamente messe da parte come è stato fatto… alcune quantomeno un approfondimento lo meritavano.

    Aggiungo un piccolo approfondimento. Situazione ammoniti del Milan prima di Parma – Milan:
    3 Pirlo, Kaladze
    2 Gattuso, Cafu, Maldini
    1 Pancaro, Shevchenko, Crespo, Rui Costa, Seedorf, Ambrosini, Costacurta, Kakà, Nesta

    Se non ricordo male all’epoca la squalifica scattava alla quarta ammonizione, quindi Pirlo e Kaladze erano in diffida, mentre a Gattuso, Cafu e Maldini mancava un’ammonizione per essere diffidati. Pirlo gioca comunque sia contro il Parma che contro la Fiorentina e nessuno lo ammonisce, idem Kaladze gioca contro la Fiorentina e non viene squalificato. Nessun ammonito in Parma – Milan, in Milan – Fiorentina arbitrata da Rodomonti viene ammonito solo Cafu, che va a 3 ammonizioni e quindi in diffida, ma ormai Juve – Milan era la giornata successiva, e il Milan ci arriva senza squalificati. Questo per completezza.

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  5. @Rug ok, ma io intendevo violazioni relative a Fiorentina – Bologna… a me mi pare che Fiorentina – Bologna è pulita… al massimo la Moggi – Racalbuto può alterare Reggina – Brescia, no?

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  6. Si ma quella telefonata sta come prove per le ammonizioni pilotate che sono alla base di questo capo di imputazione, poi Racalbuto va a ad arbitrare a Cagliari, è di questa ambientale la frase:”al massimo ti mettiamo per Cagliari”.

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  7. Quella è un’altra telefonata.
    Ma che c’entra Rug? Cioè vale come prova per le ammonizioni pilotate così, in generale? Ci deve essere qualche collegamento con eventuali ammonizioni pilotate in Fiorentina – Bologna, altrimenti di cosa stiamo parlando?

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  8. Nelle sentenze sportive c’è un capo di incolpazione nei confronti di Moggi e De Santis per questa partita. Viene contestato l’art. 6 ad entrambi ma le corti condannano solo Moggi per art. 1. Questo quello che scrive la CAF (la Corte d’appello confermerà).

    “3. Gara Fiorentina – Bologna del 5 dicembre 2004 – La Procura assume che la giornata di campionato, successiva a quella del 5 dicembre 2004, avrebbe visto la Juventus fronteggiare fuori casa il Bologna. Reputa questa Commissione che dal materiale probatorio acquisito agli atti del giudizio non emerga, con sufficiente grado di certezza, la responsabilità del Moggi e del De Santis in ordine al compimento di atti integranti l’illecito sportivo loro contestato dalla Procura. La principale fonte di prova sul punto è costituita dall’intercettazione della conversazione telefonica che Moggi intrattiene in data 3 dicembre 2004 con tale SG (prog. 8790), nel corso della quale lo stesso, sospendendo momentaneamente tale conversazione senza riattaccare e quindi trasformando l’apparecchio telefonico sul quale sta conversando in microfono che consente di udirne la voce, intraprende un’ulteriore conversazione telefonica su un’utenza non intercettata con un interlocutore non identificabile, del quale non può percepirsi la voce. Dal contenuto delle frasi profferte dal Moggi, tuttavia, appare piuttosto evidente che detto interlocutore sia un arbitro (, dice il Moggi, con evidente riferimento al sorteggio arbitrale appena avvenuto – sono le ore 12,46 del venerdì – ed alla partita per la quale il suo interlocutore è stato designato, proseguendo poi suggerendogli: ), al quale il dirigente juventino, dopo aver nominato il direttore di gara designato per la partita Juventus – Lazio (Dondarini), si rivolge con estrema famigliarità, illustrandogli quali siano i favori arbitrali che egli si auspica siano acconsentiti alla propria squadra nell’imminente giornata di campionato. In tale ottica Moggi, forse rassicurato dal fatto che sta conversando su di un’utenza ritenuta , formula chiaramente all’arbitro suo interlocutore le proprie richieste, . Pur tuttavia, tale condotta di Moggi, sulla cui gravità dal punto di vista disciplinare non vi è ombra di dubbio, di per sé sola non appare in grado di integrare gli estremi dell’illecito sportivo, in quanto costituente solo il primo segmento di quella complessiva attività volta all’alterazione dello svolgimento o del risultato di una gara, ovvero al conseguimento di un vantaggio in classifica, non potendo apparire, se autonomamente apprezzata e considerata, idonea al conseguimento dello scopo. Occorrerebbe, cioè, dimostrare che anche il secondo segmento della condotta integrante gli estremi dell’illecito sportivo si sia realizzato, vale a dire che, in ipotesi, le richieste di Moggi siano (quanto meno) effettivamente pervenute a De Santis. La Commissione non reputa raggiunta la concludente prova di tale circostanza. Ed infatti, occorre escludere, pur nel dubbio, che l’interlocutore non identificato di Moggi nella suddetta conversazione telefonica sia il menzionato arbitro, posto che il dirigente della Juventus, facendo riferimento alla partita per la quale lo stesso è stato designato, sembra riferirsi ad una gara diversa da Fiorentina – Bologna, che sarebbe stata invece diretta da De Santis. In difetto di ulteriori prove sul punto, dunque, non può dirsi dimostrato in atti che lo stesso De Santis sia poi stato effettivamente raggiunto dalla richiesta di Moggi di sanzionare con l’ammonizione i calciatori del Bologna già diffidati, al fine di provocarne l’automatica squalifica per la successiva gara Bologna – Juventus. Né tale prova, a giudizio della Commissione, può positivamente trarsi per via deduttiva dalla circostanza che effettivamente De Santis abbia nel corso della gara ammonito due calciatori del Bologna diffidati, anche tenendo conto del fatto che, in base a quanto risulta dal rapporto dell’osservatore A.I.A. per detta gara, il direttore della stessa ha fatto corretto uso dei propri poteri sanzionatori, irrogando ammonizioni dovute (). Nessuna concludente dimostrazione è poi dato ricavare dall’ulteriore materiale probatorio in atti, ivi comprese le intercettazioni telefoniche specificamente indicate dalla Procura, che non possono che essere considerate meri indizi, in alcuni casi privi anche del requisito della concordanza, senza mai assurgere al rango di piena prova delle condotte ascritte ai soggetti deferiti, in difetto di seri riscontri probatori oggettivi, idonei a suffragare il convincimento del giudicante. Occorre, dunque, procedere al proscioglimento di Moggi e di De Santis dagli addebiti di illecito sportivo formulati nei loro confronti. Nondimeno, come già accennato, la condotta nella fattispecie posta in essere da Moggi, peraltro sintomatica dell’abitudine dello stesso di intrattenere contatti telefonici su utenze non intercettabili con direttori di gara, ai quali era evidentemente solito richiedere particolari arbitrali, va con decisione stigmatizzata, rappresentando l’ennesima conferma della antidoverosità del complessivo atteggiamento comportamentale del medesimo, già esaminata ai capi precedenti; tale condotta costituisce gravissima violazione del generale obbligo di lealtà, correttezza e probità sportiva, di cui all’art. 1, comma 1, C.G.S. e va quindi proporzionalmente sanzionata”.

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  9. @Rug, io ho mai detto che Facchetti abbia assunto comportamenti più gravi di Moggi? Assolutamente no. Noi non siamo tra quelli che pensano che l’Inter dovesse andare in Serie B per quanto fatto da Moratti e Facchetti nel 2004/05. È Palazzi che dice che era illecito sportivo: dovresti prendertela con lui. La grande verità che è emersa a Napoli, però, è quella che dimostra che tantissimi dirigenti avevano verosimilmente violato i doveri di lealtà e correttezza. E la relazione Palazzi sta ad indicare il fatto che se tutte le telefonate fossero state note nel 2006 sarebbero state deferite 15 società (non 4…), cioè quasi tutta la Serie A. Moratti può dire quello che vuole, ma non c’è traccia di onestoni o smoking bianchi. Invece che continuare a prendertela con Moggi che ha subito diversi processi da cui non è uscito pulito e ha pagato, forse sarebbe l’ora di stigmatizzare i comportamenti dei dirigenti di altre società (senza fare paragoni con Moggi, lo sappiamo che Moggi era il mostro cattivo, ma questo non vuol dire che gli altri fossero illibati, no?) che invece l’hanno scampata allegramente, tra cui la tua Inter che ha addirittura ricevuto un premio per quello che ha fatto. Ma non ti sembra più grave? Indipendentemente da Moggi, i tifosi interisti sono quelli che meno di tutti hanno motivo di lamentarsi e meno di tutti possono parlare di Calciopoli dato che sono stati ingiustamente premiati con un cartone (quando, invece, sarebbero dovuti essere quantomeno sottoposti a giudizio). E non stiamo qui a raccontarcela, è ovvio che quelle di Facchetti e Moratti sono come minimo comportamenti poco limpidi, è ovvio che ci sono una serie di violazioni dell’art. 1 (cosa che avrebbe impedito di consegnarvi il cartone). Volete parlare di Calciopoli? Volete parlare di onestà e diversità? Fatevi processare dalla giustizia sportiva, difendetevi, fatevi assolvere e nessuno vi dice più niente.

    Detto questo, non vedo cosa c’entri la relazione Palazzi con questo articolo che voleva, invece, dimostrare come chi ha giudicato ha travisato il senso di una telefonata fondamentale per la condanna di De Santis, ossia quella con Manfredi. Perché se cade questa telefonata (l’unica che riguarda De Santis) cade tutta l’accusa.

    Non ho capito, infine, se secondo te De Santis e Racalbuto sono sicuramente due associati o no…

    “Domandati cosa sarebbe successo se i giudici avessero processato Moggi usando lo stesso metro di giudizio con cui pagine come Ju29ro si sono permessi di giudicare Facchetti”.

    Domandati cosa sarebbe successo se i giudici avessero processato Facchetti usano lo stesso metro di giudizio con cui informative come quella di Auricchio hanno giudicato Moggi.

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  10. Andiamo per punti:
    1) Io non santifico nessuno, mi da ai maroni l’attacco mediatico pieno di insulti di tutti i generi perpretrato nei confronti di un defunto che, sarà anche retorica ma è la sacrosante verità, non si può difendere. Ho letto negli anni insulti nei confronti di Facchetti a dir poco indecorosi su varie pagine di Facebook compreso la pagina ufficiale di Serie A Tim dove un giorno lo stavano celebrando in occasione della sua data di nascita, non ti dico gli insulti di tutti i generi che ho letto fra i commenti. Il tutto è a dir poco disgustoso ed è inutile che vi stia a dire di quale tifoseria erano appartenenti coloro che lo insultavano pesantemente.
    2) Palazzi è l’accusa ma è lui stesso ad ammettere che posizioni analoghe a quelle di Facchetti sono state considerate nel processo sportivo Calciopoli solo violazioni dell’art. 1 CGS, invece qui è passata l’idea che nei confronti di Facchetti e dell’Inter c’è sicuramente la violazione degli art. 1 e 6 mentre nei confronti della Juve essa è stata costruita mediante l’invenzione dell’illecito strutturato. Il Tutto è FALSO.
    3) Facchetti quindi lasciamolo stare, Moratti si dovrebbe far processare per aver ricevuto 2 telefonate, una di auguri di Natale ed un’ altra di complimenti reciproci per la prestazione della squadra arbitrale e dell’Inter nella partita Inter Sampdoria e per questo rischiare di pagare una multa salata e far togliere lo scudetto all’Inter, chi è che lo farebbe?
    4) Non credo proprio che abbiano giudicato sulla base delle informative dei carabinieri ma esclusivamente sulla base delle telefonate perché mancano un sacco di capi di imputazione nel processo sportivo presenti poi nel processo penale, oltretutto nel processo sportivo non si parla dei contatti su svizzera che hanno costituito un processo a parte.
    5) De Santis e Racalbuto pur ammettendo che facessero entrambi parte dello stesso sodalizio criminoso non erano a conoscenza dell’appartenenza l’uno dell’altro allo stesso, in altre parole De Santis non sapeva niente dei rapporti fra Racalbuto e Moggi e Racalbuto non sapeva niente dei rapporti (atteso che ci siano) di De Santis con Moggi.
    6) De Santis ad ogni modo è completamente sdoganato da lungo tempo dal consorzio criminoso capeggiato da Moggi e la prova c’è proprio nella Relazione Palazzi, nella realtà dei fatti lui entra solo per la partita Lecce Parma dove assicura il pareggio obbedendo a precise indicazioni di Bergamo che fanno denotare come retrocessioni e scudetti erano spesso in quegli anni e ora spero di no decisi nelle segrete stanze

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  11. Per la verità adesso le retrocessioni sono già decise perché il campo le ha già lungamente decretate e l’Empoli si può salvare pur perdendo tutte le prossime partite, il tutto mi fa solo ritenere che la Serie A a 20 squadre sia inutile

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  12. 1-2-3) Non è attinente adesso parlare di Facchetti (e di chi è la responsabilità se anche in un articolo che non c’entra nulla siamo finiti a parlare di lui)? Però, secondo me c’è un’altra cosa da dire: ossia che la stessa scelta dell’Inter di non rinunciare alla prescrizione ha avvalorato in qualche modo la relazione Palazzi e ha esposto la figura di Facchetti al dileggio da parte della tifoseria juventina. Se ci fosse stato un processo inevitabilmente la maggior parte delle accuse della relazione Palazzi sarebbero state sminuite e addirittura demolite del tutto; però l’Inter avrebbe rischiato di perdere lo scudetto 2006. Moratti ha preferito tenersi lo scudetto 2006 anche a costo di lasciare Facchetti esposto come responsabile di una serie di atti per cui non ci si è voluti sottoporre a processo, oppure si è stati salvati da un qualche aiuto esterno. Il sentimento popolare esiste anche in questo caso, non esiste solo per Moggi. Non dico che lo condivido, ma esiste.
    5) Cioè tu credi seriamente che due arbitri, che facevano i ritiri insieme, che si conoscevano probabilmente da molti anni, anche dalle serie minori, che magari dormivano in camera assieme nei ritiri, che si ritrovavano a lavorare assieme magari in ambito europeo uno arbitro l’altro quarto uomo e così via, potessero poi avere dei segreti del genere fra di loro? Seriamente potevano recitare in questa maniera fra di loro? Cioè, a Nucini che non era nessuno De Santis fa tutte le confidenze che avrebbe fatto, e invece con Racalbuto recita? Mi pare del tutto inverosimile.
    6) Secondo me non è vero, anche perché come faceva Bergamo a dare precise indicazioni per il pareggio senza sapere come si sarebbero combinati tutti gli altri risultati di quel pomeriggio? Secondo me senza quel chiacchierone borioso di Mazzini che si vanta di aver combinato chissà cosa, ma io credo che millanti in gran parte, staremmo a dire che anche in Lecce – Parma non c’è quasi nulla. Ma è una mia opinione questa. Poi che nelle segrete stanze facesse piacere la salvezza della Fiorentina è un altro discorso. Ma allora dobbiamo ammettere che Bergamo è soltanto un esecutore di voleri più alti, a lui personalmente non credo fregasse granchè.

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  13. Siamo finiti col parlare di Facchetti perchè su Fiorentina Bologna la pensiamo tutti allo stesso modo, per il resto agli altri punti ti rispondo dopo, adesso devo uscire. Buona serata

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  14. Per la Moggi racalbuto può essere che Moggi volesse semplicemente impressionare Racalbuto (gli ci va a pennello sto ruolo) Gli dice che gli interessa far aumentare le ammonizioni al Milan come se fosse in suo potere farlo quasi come messaggio indiretto al suo interlocutore per fargli capire che lui teneva in mano altri colleghi. Questo spiegherebbe la stranezza di raccontare del Milan a Racalbuto che non può far nulla per aiutarlo in tal senso e soprattutto spiegherebbe il perchè poi ste ammonizioni non sono arrivate.

    “L’incoerenza del capo d’imputazione è invece da attribuire a un errore commesso dal giornalista Tony Damascelli (che viene incredibilmente confuso con il moviolista Baldas sia nella sentenza d’appello che in quella di Cassazione”

    La parte tra parentesi è uno dei tanti esempi che dimostrano quanto siamo messi male nelle aule di tribunale.

    Concordo sul fatto che Facchetti qui non doveva manco esser citato. Non si capisce perchè le beghe con altri tifosi juventini debbano finire qui. Trovo comunque ingiustificato anche stralciare il tutto con la scusa del morto che non può difendersi. Perchè, se fosse vivo Facchetti avrebbe tempo e voglia di correr dietro a qualunque blogger che lo accusasse? Serve rispetto, quello si, ma non dipende dal fatto che uno sia vivo o morto. Quì si è a volte giudicato o analizzato il suo comportamento senza per altro giudicare la persona.
    Detto ciò,
    “trovami una sola intercettazione fra Facchetti ed un arbitro in cui Facchetti esprime i suoi desiderata sulle ammonizioni al Milan o alla Juve, trovami una sola intercettazione in cui Fcchetti esprime il suo dissenso per un arbitro e questi non viene introdotto in griglia e poi io ti dirò:”si, Facchetti e Moggi facevano le stesse cose e le intercettazioni di Facchetti sono state volutamente messe da parte per volontà della magistratura interista”.

    Perchè invece di Giraudo hanno trovato ste cose? l’anno radiato, ossia condanna a morte sportiva.
    La magistratura interista non esiste. Esistono persone che fanno bene il proprio lavoro e persone che farebbero bene a cambiar mestiere, perchè in certi lavori l’errore madornale o la furbata non devono esistere e non dovrebbero essere tollerati.

    “Ho letto negli anni insulti nei confronti di Facchetti a dir poco indecorosi su varie pagine di Facebook compreso la pagina ufficiale di Serie A Tim dove un giorno lo stavano celebrando in occasione della sua data di nascita, non ti dico gli insulti di tutti i generi che ho letto fra i commenti. Il tutto è a dir poco disgustoso ed è inutile che vi stia a dire di quale tifoseria erano appartenenti coloro che lo insultavano pesantemente.”

    Quanti milioni di juventini ci sono in italia? non credi che qualche migliaio di deficienti siano da mettere nel conto? Fai pure qualche decina di migliaia. Non è che il tifoso venga da Marte. Uno spaccato del paese che non può quindi essere diverso da quel che si incontra giornalmente per strada.

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  15. Allora, siamo d’accordo sul fatto che l’Inter, non approntando nessuna difesa, ha lasciato che Facchetti venisse sottoposto al più becero sentimento popolare, ci si rimane male però quando il sentimento popolare ha come capi popolo non gli ultras della curva ma giornalisti e avvocati. Per quanto riguarda il punto 5) della domanda di Felix, la cosa è difficile ma non impossibile, per esempio Collina sa dell’imbeccata che Bergamo ha dato a Rodomonti? a quanto pare no eppure la telefonata fra Pairetto (credo) e Collina sulla partita Inter Juve l’abbiamo sentta tutti, così come abbiamo sentito tutti la promessa di Rodomonti di non parlarne con nessuno mentre invece De Santis ha, a quanto pare, l’ordine di far capire a Nucini certe cose

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  16. Gli avvocati parlano nella maggior parte dei casi, se non nel 99,9% dei casi ,con la voce del portafogli di chi li paga. Poi c’è chi ha senso della misura e chi no come in tutte le categorie. I giornalisti sono nella stragrande maggioranza tifosigiornalisti. Problema ormai stranoto e difficilmente estirpabile ma di cui di certo la juve è la prima a subirne pesanti conseguenze.
    Francesco ha aggiunto qualcosa sulla non difesa dell’Inter che aggrava tale scelta. Con tale rinuncia l’Inter ha barattato la figura di Facchetti con lo scudetto vinto a tavolino. Se fosse vero (e mi pare la versione più verosimile) chi è più squallido, l’avvocato strapagato che cerca di infamare chiunque pur di far sembrare una verginella il suo assistito o chi si strappa le vesti in nome dell’ “amico” morto preso di mira dagli avvoltoi da tastiera dopo che lui stesso ne ha esposto il cadavere allo scempio? Ad esser buoni è una lotta sul filo di lana, ad esser realisti la prima categoria perde con punteggio tennistico.

    Secondo me tutti quelli con scheda sapevano dell’esistenza di rapporti “privati” anche di altri ma senza però nessun’ associazione. In pratica erano rapporti singoli. Io so che tizio chiama caio oltre che me perchè caio me lo ha detto o me lo ha lasciato capire ma non conosco il contenuto delle singole conversazioni anche se presumo siano simili alle mie. Ancor più se il contenuto di tali conversazioni fosse pesantemente illecito. Un po’ come nel doping quando gli atleti vanno dallo stesso santone. Tutti immaginano quel che fanno gli altri ma le cose più “fuorilegge” le si tiene nascoste.

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  17. probabile sul discorso delle schede, poi sul discorso di Facchetti non sono d’accordo, esisterebbe la deontologia professionale degli avvocati e dei giornalisti ma è stata infranta in modo ben più grave in altre cisrcostanze che con calciopoli non c’entrano nulla

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  18. Dato che parli di ultras giornalisti, cosa ne pensi di Pistocchi e soprattutto Ziliani? Anche dal punto di vista deontologico e professionale.

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  19. Ma….. per quanto riguarda Pistocchi tutto ciò che dice è sacrosanto, idem con patate per Ziliani ogni volta che scrive articoli, poi se vai sulle loro pagine si lasciano alle volte un po’ andare condividendo link di Juvemerda e similari (soprattutto Ziliani) ma vai pure su twitter e trovami gli articoli scritti da loro che non ti garbano e poi ne parliamo

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  20. Ziliani non so bene chi sia anche se l’ho già sentito nominare, mentre Pistocchi mi è noto dai tempi in cui quardavo le trasmissioni tv post partite. Con una rapida ricerca di un quarto d’ora ho però beccato pistocchi in tre atteggiamenti a mio parere poco consoni ad un giornalista serio. Nel primo accusa un arbitro di malafede salvo poi farsela nelle mutande quando il conduttore gli dice di prendersi la responsabilità di quel che dice. Nel secondo fa una battuta sull’abbraccio Buffon/Tagliavento che mi pare denotare una certa animosità verso la juve ma il top è il terzo in cui prende per buona una bufala per sparare la solita frase fatta sul nostro campionato, (come se in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra fosse sempre tutto rose e fiori e non contassero nulla di nulla giochi di forza non propriamente inerenti il rettangolo di gioco). Di rilievo le pezze messe per tentare di tappare il buco. Faceva meglio a lasciare il buco. Insomma non so come catalogarlo dato che non seguo quel che scrive ma che tutto quel che dica sia sacrosanto mi pare azzardato.
    http://www.msn.com/it-it/video/film/lite-pistocchi-callegari/vp-BBrCGGl

    https://www.webcalcio.net/lo-scherzo-pistocchi-un-forum-tifosi-della-juve-giro-del-web-24257/

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  21. Dei suddetti personaggi non avrei nessuna voglia di parlare, ma è ovvio comunque che il loro “lasciarsi andare” sui social definisce anche il loro modo di essere giornalisti tout court; del resto per quanto mi riguarda meglio che abbiano gettato la maschera, così quando mi sottoporranno la prossima volta il video di Pistocchi che fa la moviola di Juve – Inter ’98 potrò rispondere di conseguenza.
    Su Facchetti la questione è chiara: l’Inter può anche essere in disaccordo rispetto alla relazione Palazzi, però una volta che il procuratore FIGC ha messo quelle cose nero su bianco, o decidi di difenderti smontando una per una quelle argomentazioni accusatorie, e questo puoi farlo solo dentro il processo, oppure schivi il processo restandotene tranquillo nella tua prescrizione, e allora però non puoi lamentarti del fatto che quelle accuse rimaste inverificate divengano dei miti popolari, allo stesso modo di Paparesta nello stanzino e altre cose rimaste nell’immaginario popolare malgrado l’evidenza contraria. Il procedimento è lo stesso, e non si può cavalcare l’onda mediatica quando si tratta di Moggi e poi indignarsi e invocare la deontologia professionale (ridicolo) quando tocca a te.
    Vorrei solo aggiungere una precisazione riguardo a quanto affermato da Rug, ” De Santis ha, a quanto pare, l’ordine di far capire a Nucini certe cose” in realtà secondo il racconto di Nucini, che è l’unica fonte a nostra disposizione su queste cose, è stato lo stesso Nucini ad andargli a chiedere queste cose, per fare l’indagine da “cavallo di troia” per conto di Facchetti, e non De Santis a cercarlo.

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  22. Ot. Hai fatto bene a dirlo, in realtà non vado quasi mai a guardare i commenti che vengono messi in attesa. Purtroppo è una cosa che non decidiamo noi, dipende in questo caso dal fatto che hai messo alcuni link che il sistema interpreta come spam. Adesso è ammesso e collocato al suo posto in ordine cronologico.

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  23. Ma….. questa di Pistocchi hai fatto bene a ricordarmela, diciamo che è una battuta da bar non in linea con la deontologia del giornalismo, Ziliani è più avezzo a questo genere di post ma rimangono battute mentre dall’altra parte c’è stato un notevolo sforzo mediatico per far giugere alla conclusione qualche centinaia di migliaia di dementi che calciopoli sia stato un complotto ordito da Facchetti e Moratti, con tanto di scoop, indagini fatte da loro (come quella dell’incontro in ascensore fra Moratti e Narducci) e conclusioni che sono semplicemente ridicole. Una per tutte il fatto che le intercettazioni telefoniche siano state fatte dalla Telecom e poi date alla magistratura. Ricordo ancora il giorno che me lo disse un demente la prima volta in strada a Bari il giorno dopo le prime indiscrezioni, ebbe il coraggio di dirlo a me e ad una amica mia già laureata in Giurisprudenza che faceva già l’avvocato, gli scoppiammo a ridere in faccia. Tanti anni fa pubblicai un articolo su come vengono disposte le intercettazioni (sono seriamente intenzionato a ripubblicarlo) per far capire che il tutto è materialmente impossibile. Vallo a spiegare a certi elementi di certe pagine. Spero che un paio di questi elementi che leggono i tuoi articoli e che sono artefici di queste menzogne abbiano il coraggio di venirlo a raccontare qui a me nei commenti che li smonto subito ma non lo faranno. Loro quando si trovano di fronte qualcuno serio che capisce, sono solo capaci di insultare e di bloccare. L’unico e gliene devo dare atto, che è stato capace di confrontarsi con me accettando le mie opinioni è stato Ermenegildo Loffredo, gli altri sono solo in grado, confrontandosi con me, di dire eresie (il termine vero sarebbe un altro con una accezione più virile) a tutto spiano, insultare e bloccare. Non ci credi? Dillo a qualche amico tuo che mi vorrei confrontare con loro su questa pagina, vediamo è capace? l’ultimo, te lo ricordo, è stato un certo Ossimoro che è scappato per la disperazione quando si è reso conto che le sue ossimorate qui non attaccavano, ti ricordo che affermava che Paparestra era un arbitro vicino al Milan sulla base di una telefonata, mentre invece, centinaia di telefonate in chiaro e su svizzera di Moggi, non dicevano niente.

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  24. Rug, quella a commento della frase mai detta da Ranieri è qualcosa più di una battuta. Denota che il giornalista non solo non approfondisce ciò che commenta (un errore può pure starci, lui ne fa due ma va bene lo stesso) se torna utile al suo pensiero ma quel che ha dell’incredibile è la seconda sua uscita dopo che gli hanno detto che è cascato in un tranello.

    “C’é chi sostiene che la dichiarazione di CRanieri su metropolisweb sia un fake: può darsi,ma chi ama lo sport condivide quello che esprime”

    Questa non è una frase da giornalista ma è peggio delle minchiate da bar sport. Al bar tu sai a che cosa vai in contro, sai che nella maggior parte dei casi si parla per sfottere gli “avversari” Qui c’è un tizio che ha un’immagine pubblica ben precisa che ti viene a dire che se non la pensi come lui non ami lo sport e soprattutto dice che in italia puoi vincere 50 scudetti (non mi dirai che non c’è un preciso riferimento in questa frase vero?) anche senza i giocatori giusti , basta avere i poteri giusti e che se li hai e vinci poi non piangi perchè SAI DI AVER BARATO.

    Questo per me è la pietra tombale sulla sua deontologia professionale non sul campionato italiano. Quella su Buffon e tagliavento è una pessima battuta, pure quella molto indirizzata, ma questa è ben più chiara e non ammette giustificazioni. Il suo modo di pensare è quello e ne inficia la lucidità che un giornalista non dovrebbe mai perdere. L’altra figuraccia in cui per due volte prova a far passare l’idea che Mazzoleni di quell’ udinese napoli sia in malafede (salvo poi farsela miseramente sotto) non è che sia una cosetta da nulla, è cosa grave per un giornalista. Se accusi qualcuno devi andare fino in fondo, altrimenti taci. Vuol essere giornalista o cazzaro da bar sport? il punto è quello, Al bar sport sai che il livello è mediamente al limite dell’irritante , ma un giornalista serio non può mai adeguarsi a tale livello. Se proprio vuole sfogarsi lo faccia in privato che è cosa diversa da scrivere su Twitter.

    “Dillo a qualche amico tuo che mi vorrei confrontare con loro su questa pagina, vediamo è capace? l’ultimo, te lo ricordo, è stato un certo Ossimoro che è scappato per la disperazione quando si è reso conto che le sue ossimorate qui non attaccavano”

    presumo che nella parte finale tu stia parlando a Francesco ma quell, “amico tuo” che vuol dire?

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  25. Vedo che la discussione ha ormai completamente deragliato rispetto all’argomento originale. Comunque sono curioso di leggere il tuo articolo sulle intercettazioni, perchè ai tempi mi sono studiato un po’ di atti del processo Telecom e ti assicuro che per quella Telecom quasi nulla era “materialmente impossibile” (al di là del fatto che poi non credo a un complotto per Calciopoli).

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  26. Francesco
    questa volta il deragliamento non é causa mia :-)) :-))

    cosa vuol dire complotto???
    in Italia tutto é complotto o non lo é tutto dipende sempre da quale lato della storia si guarda
    per gli antijuve a prescindere é sacrosanto vangelo
    per chi si trova dall’altra parte della barricata traduce il senso di ingiustizia perpretata in complotto non sapendo spiegarsri o riuscendo a capire come sia stato possibile
    uno scempio giuridico come calciopoli o come quello che si sta perpretando in questo momento con Andrea Agnelli (o Moggi cambia poco il sisitema é lo stesso)

    Ma devo dire che Rug ha sempre avuto ragione sin dal inizio ( lo devo riconoscere )
    il classico delitto perfetto
    hanno applicato la teoria del
    si taglia la testa al drago e il drago muore
    ma siccome nelle favole si puo’ tutto il drago non é morto, anzi é resuscitato
    ed é piu’ incazzato che mai
    e la juve é una bellissima favola che per essere perfetta manca solo la champions e il triplete
    non accadrà ma se per puro caso accadrà
    chissà quale cavillo giuridico inventeranno

    tornando al tuo articolo ” le incongruenze ”
    forse é piu’ facile scrivere un articolo sulle congruenze che sono molto poche e quindi piu’ facile da studiare
    incongruenze e congruenze a naso posso dire 10 a 1 palla a centro

    uno si domanda ma che c……o di processo é se le incongruenze sono 10 volte superiori alle congruenze

    meditate gente meditate

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  27. @Paolo che sia un processo particolarissimo, pieno di contraddizioni e incongruenze sia all’interno della motivazione che in riferimento al dibattimento che di fatto non è servito a NULLA è ormai acclarato. Perché tutte le condanne si basano su atti acquisiti prima dell’istruttoria. Anzi, il dibattimento è solo servito a confermare che il sorteggio fosse regolare, ma ai fini dei reati si poteva anche non fare nonostante stesse andando pesantemente a favore delle difese… tant’è vero che l’accusa ha chiesto il supplemento di indagine ed era “renitente a fare la requisitoria” (cit. Casoria davanti al CSM). Qui ci troviamo di fronte a giudici che fino all’appello hanno incastrato Dattilo, che dicono nel capo G che durante la cena si è parlato di griglie ma nel capo F, invece, sentenziano che nella stessa cena non è detto che si sia parlato di griglie… confondono Baldas con Damascelli, Rodomonti con De Santis. Moggi è stato prescritto per 7 frodi sportive di cui più della metà, a detta anche di Rug, sono completamente insussistenti (capo F, capo G, capo I, capo Q, capo Z, capo A5). Si parla di De Santis associato ma a quanto pare sono sfuggite le intercettazioni di Moggi con Tosatti e con Melli in cui afferma che De Santis gli è costato 4 punti che potevano essere decisivi per il titolo. Che la griglia del capo Q costituisca frode sportiva è una cosa ridicola: dato che l’arbitro del match, Rodomonti, è stato assolto, quella partita è stata regolare e non a caso la giustizia sportiva ha accertato solo la violazione dell’art. 1 del CGS e non l’illecito sportivo. Nell’ordinario prescrivono Moggi, nell’abbreviato assolvono Pieri. La telefonata di Racalbuto che chiama De Santis, preoccupato, nell’intervallo di Roma – Juventus non si trova in nessuna pagina di nessuna sentenza penale. Non si capisce nulla. PM ricusano i giudici (sarei curioso di sapere in quanti processi avviene) per due volte e giungono addirittura a manipolare prove per supportare le proprie tesi: è stato un processo ridicolo. L’unica cosa su cui l’accusa ha lavorato decentemente è stato il ramo schede svizzere, sulle cui attribuzioni secondo me ha ragione. Se solo fosse stato Stanziola giudice anche nell’ordinario restavano, bene o male, 3-4 reati in tutto, come sarebbe dovuto essere. L’unica frode certa che emerge è la Carraro-Bergamo-Rodomonti pre Inter – Juventus in cui c’è tutto per configurare il reato di pericolo. Tutto. Ma non è oggetto nemmeno di capo di imputazione. E uno dovrebbe prendere per buono questo processo? Ovviamente l’accusa non poteva inserire quella frode: Bergamo (associato) che dice ad un arbitro di arbitrare non pro Juve? Non c’è una telefonata che sia una che provi una partita alterata a favore della Juventus. Ci sono obiettivamente dei sospetti con le schede svizzere, ma non ho mai visto emergere una telefonata in cui si rileva un comportamento fraudolento di un arbitro (forse solo Lecce – Parma) ma non riguarda la Juve. Solo sospetti. Anche la frode di Meani… ma in che modo la partita Milan – Chievo non è stata regolare? La giustizia sportiva non condanna i due guardalinee per aver aderito all’illecito sportivo di Meani (e infatti gli dà solo l’omessa denuncia) ma la sentenza penale riconosce la responsabilità di Puglisi. Quale è l’atto fraudolento di Puglisi? Aver arbitrato correttamente una partita? Ma era tifoso del Milan e quindi era di parte e quindi la partita è “turbata” a monte? Siamo seri??? Preciso che i contatti che Meani ha avuto con i guardalinee sono da stigmatizzare da un punto di vista deontologico e quindi da sanzionare dalla giustizia disciplinare sportiva ma se questo è un reato facciamo solo ridere. E mi piacerebbe tanto sapere anche quali sono stati gli atti fraudolenti di Racalbuto quando la Juve giocava contro il Cagliari e la Roma. Tutto smentito a dibattimento, ma il reato ha una soglia di punibilità talmente anticipata che… vabbè.
    Divertente come Rug cerchi di ribaltare quella che è stata la realtà mediatica di Calciopoli, a partire dal 2006 in cui si scriveva che Giraudo aveva detto a Moggi “se Dattilo è sveglio dimezza l’Udinese” prima della partita. Invece la telefonata è dopo il match. La Gazzetta dopo la deposizione di Manfredi Martino titola “ecco come truccavamo i sorteggi arbitrali”. Falso. Giornali che hanno MASSACRATO la Juventus e Moggi anche per colpe che non avevano. E si viene a parlare di giornali che lasciano intendere che c’è stato un complotto dell’Inter? Di gente che lo possa pensare, sbagliando, è pieno e comunque è ovvio che questo “ragionamento” è frutto di un salto logico che queste persone fanno collegandosi al processo Telecom e ai contatti dell’Inter con Nucini. Se poi c’è un pm che dice “piaccia o non piaccia non ci sono MAI telefonate di Moratti” etc… etc… e poi invece le telefonate ci sono… oltretutto coi baffi rossi… vabbè. Comunque il complotto non c’è. Chi ha indagato ha voluto fare una indagine mirata su certi personaggi e non su altri, non so perché. Ma è evidente che le cose siano andate così, se no non c’è motivo di non dare rilevanza alle telefonate scagionanti degli arbitri o dei designatori. Resta quindi il fatto che c’è poco di cui lamentarsi, cara Inter. Ti hanno dato uno scudetto in modo vergognoso perché andavi sanzionata come un’altra decina di società di Serie A e non hai nulla per cui piangere.

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  28. Quanto ai giornalisti Pistocchi e Ziliani… avete già detto… @bjh datti un’occhiata al profilo Twitter di Ziliani che è praticamente un insieme di tweet antijuventini, con frecciatine continue sulla mafia e altra cazzate… l’antijuventinità è davvero un fenomeno che andrebbe approfondito a livello sociale. SI vede che l’odio ti rincoglionisce proprio… per fortuna ci sono anche giornalisti apprezzabili e intellettualmente onesti.

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  29. Faccio copia-incolla di un tweet di Ravezzani “Quanta gente squallida o intellettualmente limitata, in perenne ricerca dell’applauso dei cretini.” Tanto per capirsi, l’applauso dei cretini ne certifica il re…

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  30. ~@Felix
    la cosa che piu’ mi inquieta e che si sta ricreando lo stessa clima di allora
    una juve che ha una squadra molto troppo competitiva per il campionato Italiano
    Una dirigenza che come allora ha i conti in ordine e che si autofinanzia senza l’aiuto dell’azionista di magioranza
    programma il futuro con lungimiranza
    compra e vende in modo molto occulato bravi Agnelli Paratici e Marotta (Giraudo Moggi Bettega )
    e cosa fanno per mettere fine a questa supremazia
    constanti attacchi mediatici come preparazione
    aspettare una occasione per (come spiegato sopra vedi il drago ) che niente a che vedere con un terreno di Calcio e cavalcare nuovamente il cavallo del sentimento popolare

    quello che mi lascia un po’ di speranza e che questa volta la giustizia ordinaria
    non ha fatto indagine ad personam per incastrare anzi lo ha detto a chiare lettere
    che la juve ne é vittima e non carnefice ma vedrai che alla fine la juve pagherà in un modo o nel altro pagherà

    Su Calciopoli lascio a voi entrare nei dettagli che siete molto piu’ preparati di me

    Io posso solo ribadire che
    Moggi andava punito non radiato
    anche perché era un tipetto che aveva dato molto al Calcio italiano
    facendo anche errori ma chi non fa errori nella sua vita
    in fin dei conti non ha ammazzato nessuno ha solo cercato di essere piu’ maneggione tra i maneggioni
    ma quanto da lui subito sia a livello mediatico che giuridico ha del incredibile
    specialmente alla luce da quanto da te descritto

    non molto tempo fa mi son riletto la sentenza
    vi consiglio di farlo , alla fine si resta con una sensazione strana
    uno si domanda se é stata scritta da un Giudice imparziale o da qualc’uno
    che ha un qual cosa di personale con la Juve e Moggi
    e scrive molte inesattezze pur di far risultato

    Ma probabilmente mi sbaglio io
    il mio giudizio non é imparziale a causa della mia juventinità

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  31. ps ; no ad oggi non credo nel complotto ma probabilmente é un fenomeno che si crea da solo nel momento in cui una società diventa egemona del sistema
    ci si scorda sempre che la juve é una società per azioni quotata in borsa
    e i danni di immagine possono avere conseguenze alquanto gravi
    e mi sorprende che (se non sbaglio) La giustizia sportiva faccia un cosa del genere nel clou della stagione senza tenerne conto e rialimentando l’odio sviscerato del antijuventinismo..
    era veramente necessario ??? a chi giova??? alla giustizia ???
    io non credo

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  32. @Paolo aggiungici anche che sembrerebbe che Elkann e Agnelli non vadano troppo d’accordo (fattore che nel 2006 secondo me non ha assolutamente avuto un peso trascurabile nella vicenda). I fattori esterni invece sono sempre gli stessi: le società che si lamentano per gli errori, il solito sbagliato luogo comune che “la Juve rubba” e il falsissimo “sempre a loro”, interrogazioni parlamentari, doppiopesismo mediatico… proprio ieri un ONOREVOLE della Repubblica (sottolineo ONOREVOLE) a La Zanzara, programma di Cruciani su Radio 24 ha affermato che si diverte a dire “Juve merda” e coretti simili quando la Juve se lo merita (cioè quando rubba), che la Juventus è una società che gode di favori arbitrali (chi non? ogni domenica è pieno di errori in tutti i campi quasi, ovviamente l’onorevole non si ricorda mai dei torti però… e guada caso gli sfuggono anche gli “aiutini” al Napoli), ha insinuato sulle “strette di mano e abbracci” tra giocatori della Juventus e gli arbitri con un grado di complottismo… ELEVATISSIMO, passando infine alla teoria secondo cui la Fiat paga gli arbitri tramite una sponsorizzazione di una società di assicurazioni. Un personaggio penoso (il colmo è che era in buonafede, cioè lui pensa davvero queste cose!)… vabbè che in Senato c’è Antonio Razzi… ma non pensavo ce ne fossero tanti di personaggi di quel livello… poi vai a vedere, per quanto possano valere, le classifiche “virtuali” senza errori arbitrali e vedi che la Juve ha 2-3 punti in meno di quelli che dovrebbe avere… perché ovviamente solo in pochi si ricordano, per far un esempio, il gol di Pjanic… ma chissà perché, a parti invertite, sarebbe stato uno scandalo del livello del gol di Muntari.

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  33. e sul Gol di Muntari scordano il gol valido di Matri
    io (nel mio piccolo ) che arbitro partite di Calcio e so cosa vuol dire avere il publico contro
    posso capire in che stato d’animo si possa travare un arbitro quando ha la malaugurata
    missione di arbitrare la juve in un incontro di cartello
    prima ancora che la partita comicia alcuni giornalisti per settimane non fanno altro che
    strillare e seminare dubbi ed hanno anche la certezza che l’arbitro aiuterà la juve
    e l’arbitro sa anche benissimo cosà succederà se farà un sbaglietto a favore della juve
    gogna mediatica a gogo per settimane moviole e contromoviole

    pensa un po tu in che stato d’animo affronta la partita sa già che in caso di una vittoria della juve con piccolo margine darà alito alla caccia all errore
    io al suo posto pregherei che la juve vinca per 3 a 0 o perda

    Si é condannato Moggi con il presupposto che lui influenzasse la serenità del’arbitro
    e secondo te tutto quello scritto sopra cosa é??

    la differenza sta nel fatto che la consumazione anticipata in questo caso é legale ed ammessa

    ma queste cose ce le siamo già dette e ridette
    e niente cambia cosi’ era cosi’ é e cosi’ resterà
    non si intravede da parte della federazione e delle concorrenti una voglia di dare una svolta
    di concentrarsi sul costruire, investire , programmare , e non sul distruggere
    mi é piaciuto molto l’articolo di Francesco sulla nostalgia del Calcio degli anni novanta
    la tendenza del costruire era molto superiore le polemiche c’erano anche a quel tempo
    e sempre contro la juve ma almeno pensavano a costruire non a distruggere

    era da un po’ di tempo che volevo far notare una cosa a Rug
    su un post da lui scritto dice:
    +- questo “”””se era per me io annullerei tutti gli scudetti del periodo Bergamo e Pairetto””” (correggimi se sbaglio )
    Forse ha anche ragione ma mi domando come la prenderebbero le squadre
    al di fuori dalla juve che avevano vinto lo scudetto
    per saldo la juve ci rimetterebbe molto poco visto che in quel periodo
    non é che la juve ne abbia vinti cosi’ tanti

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  34. Francamente rabbrividisco che una sentenza di un tribunale della procura della repubblica si fermi alla telefonata Manfredi- De Santis per condannare quest’ultimo. E’ semplicemente uno schifo.

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